post-title Porsche 914: una joint venture tutta tedesca https://www.mavment.com/blog/wp-content/uploads/rossone.jpg 2020-04-14 16:42:42 yes no Scritto da: Categoria: Porsche

Porsche 914: una joint venture tutta tedesca

Porsche 914: una joint venture tutta tedesca

Volkswagen-Porsche 914, l’autovettura sportiva che incarnò due ruoli: top di gamma per Volkswagen, entry level per Porsche.

Storia di un progetto comune

Verso la fine degli anni ’60 Porsche si trova davanti a un bel problema: come sostituire la 912, la 911 a 4 cilindri e la 911 “low cost” creata nel 1965 per rimpiazzare la capostipite Porsche 356? Poco lontano, a Wolfsburg, un’altra azienda deve affrontare lo stesso grattacapo: è Volkswagen che cerca una sostituta, però per il suo modello di punta: la Karmann Ghia, un coupé (poi anche cabriolet) realizzata su disegno e base meccanica del Maggiolino. Il rebus viene sciolto con la Volkswagen-Porsche 914, il cui progetto venne affidato a Ferdinand Piech.  Le due aziende, dunque, uniscono gli sforzi e si dividono i compiti: alla Porsche tocca quello di progettare telaio e sospensioni, mentre la particolare linea bassa e aggressiva è firmata dalla Karmann.

Il debutto al Salone di Francoforte nel 1969

La “Volksporsche” creò non poco clamore per l’inedito accostamento dei due marchi:  l’uno noto per costruire le auto del popolo, l’altro per la raffinatezza delle sue sportive destinate ad una clientela d’élite. Appena presentata, la vettura ottenne un certo interesse. Karmann propose un’originale configurazione Targa, che permetteva la facile rimozione del tettuccio e la conseguente trasformazione dell’auto in “quasi cabriolet”, i cui montanti posteriori fissi fungono da roll-bar di sicurezza. Le forme erano molto moderne ed aerodinamiche, merito delle linee tese e della parte anteriore molto bassa e affusolata, dotata di fari a scomparsa. Inoltre, benché di dimensioni contenute (quattro metri di lunghezza per 1,6 di larghezza), l’auto offriva un certo agio per guidatore e passeggero, che potevano anche contare su due bagagliai, uno dei quali destinato al tettuccio rimovibile in fibra di vetro.

La meccanica

Dal punto di vista meccanico, l’auto è una Porsche in tutto e per tutto: motore centrale, trazione posteriore, freni a disco su tutte e quattro le ruote, sospensioni indipendenti e trasmissione meccanica a cinque marce. I motori invece vedono l’apporto di entrambe le case, poiché la Porsche 914 poteva montare due unità: alla base della gamma c’è il piccolo 4 cilindri a iniezione Volkswagen con cilindrata di 1700 cc, mentre al vertice si posiziona il 6 cilindri Porsche a 2 carburatori triplo corpo già montato sulle 911. Entrambi i propulsori però sviluppano potenze decisamente ordinarie, 80 e 110 cavalli, che si rivelano particolarmente modeste se rapportate ad una linea molto sportiva, che lascia immaginare al contrario performance di alto livello. Nel 1972 l’auto viene ritoccata in misura modesta all’esterno e all’interno (nuovi paraurti, rivestimenti di maggiore qualità, nuove dotazioni) ed acquisisce un inedito propulsore da 2000 cc ad iniezione capace di 100 cavalli, che rimpiazza il 6 cilindri montato sulle versioni top. L’anno successivo, ad essere sostituito è il motore più piccolo, poiché debutta un nuovo 1.8 litri dotato di 85 cavalli.

La reazione del pubblico e le serie successive

La sinergia tra le due case automobilistiche rappresentò il punto debole della 914, che non sortì il successo commerciale sperato. La vettura infatti deluse gli utenti di entrambi i marchi: troppo economica e troppo poco prestante per i clienti Porsche, troppo costosa ed esclusiva per quelli Volkswagen. Visti gli scarsi risultati di vendita, nel 1972 Volkswagen decise di abbandonare definitivamente il progetto. Porsche, dal canto suo, proseguì con una serie di affinamenti e migliorie affinché la sua piccola sportiva potesse raggiungere numeri dignitosi in attesa nel nuovo modello. Il 1975 segna la fine della commercializzazione di questa sfortunata vettura, che viene dunque rimpiazzata da un modello completamente nuovo, che permetterà a Porsche di ottenere un grande successo: la Porsche 924.