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Qualche tempo fa, una troupe televisiva tedesca scoprì in un granaio un’auto abbandonata e usurata dal trascorrere del tempo. In realtà si trattava di una dei primi esemplari di Porsche che hanno fatto la storia della stessa casa automobilistica: la Porsche 911.

Ma facciamo un passo indietro. Di che Porsche si tratta?

L’UNICA PORSCHE 901

Nel 1963 al salone di Francoforte veniva presentata  una nuova Porsche che sarebbe diventata un sogno per tutti gli amanti delle auto sportive. Inizialmente la sua denominazione era  901 ma cambiò per un problema di copyright, infatti i numeri con lo zero centrale erano stati depositati da un’altra casa automobilistica, la Peugeot. E così che diventò quella che oggi conosciamo come la leggendaria 911.

Le sue caratteristiche introducevano molte sorprese e innovazioni, a partire dalle linee non proprio “classiche”. Il motore posteriore a sbalzo 6 cilindri boxer raffreddato ad aria, coupé 2+2, sospensioni a 4 ruote indipendenti con barra di torsione, trazione posteriore, cambio 4 marce, 4 freni a disco e 130 cavalli di potenza per circa 1000 kg di vettura.

Risultava difficile da guidare proprio per la grande potenza rapportata al peso relativamente basso, per questo molti proprietari mettevano sacchi di sabbia nel bagagliaio anteriore per ovviare alla leggerezza del muso.

IL RESTAURO

Dopo il ritrovamento, la Porsche fu sottoposta ad un lungo restauro, durato ben tre anni.

Il risultato è stato incredibile e di notevole importanza perché celebra l’origine e lo sviluppo di casa Porsche, tanto da essere protagonista di una speciale esposizione al Museo Porsche: 911 (901 N°57) Decolla una Leggenda.