{"id":3261,"date":"2023-08-07T07:48:08","date_gmt":"2023-08-07T05:48:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/?p=3261"},"modified":"2023-08-07T07:48:08","modified_gmt":"2023-08-07T05:48:08","slug":"ferdinand-piech","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/ferdinand-piech\/","title":{"rendered":"Ferdinand Piech, la dinastia Porsche che fece grande le auto"},"content":{"rendered":"<p>Se ci fosse un proverbio a rappresentare la vita di ogni individuo, quello dedicato a <strong>Ferdinand Pi\u00ebch<\/strong>, nipote di Ferdinand Porsche,\u00a0sarebbe, senza ombra di dubbio, \u00abDonne e motori, guai e dolori\u00bb. Perch\u00e9 la vita di <strong>Pi\u00ebch<\/strong>, in effetti, \u00e8 stata caratterizzata dalla passione per le une, come dimostrano i suoi dodici figli (o tredici, come vedremo), e per i motori, su cui non \u00e8 necessario dare ulteriori spiegazioni. La vita di <strong>Ferdinand Piech<\/strong>, tuttavia, \u00e8 stato molto pi\u00f9 di questo e, pertanto, non pu\u00f2 essere racchiusa in una banale espressione idiomatica. Acclamato per la sua genialit\u00e0, criticato per i suoi metodi al limite, ha chiuso la sua vita tra i misteri del Dieselgate. Questo, tuttavia, non ha appannato il suo mito, che in questo articolo andremo a riscoprire.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_81 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-transparent ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Contenuti<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69fe0b38a4259\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #edc227;color:#edc227\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #edc227;color:#edc227\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69fe0b38a4259\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/ferdinand-piech\/#Dagli_albori_al_successo_la_vita_di_Ferdinand_Piech\" >Dagli albori al successo: la vita di Ferdinand Pi\u00ebch<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/ferdinand-piech\/#Una_guida_illuminata_Louise_Porsche\" >Una guida illuminata: Louise Porsche<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/ferdinand-piech\/#Lingresso_in_Porsche_e_i_successi_sportivi\" >L&#8217;ingresso in Porsche e i successi sportivi<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/ferdinand-piech\/#Piech_e_la_trasformazione_di_Audi_in_auto_di_successo\" >Pi\u00ebch e la trasformazione di Audi in auto di successo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/ferdinand-piech\/#Il_passaggio_in_Volkswagen_la_consacrazione_definitiva\" >Il passaggio in Volkswagen, la consacrazione definitiva<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/ferdinand-piech\/#Donne_e_motori_guai_e_dolori\" >Donne e motori, guai e dolori<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dagli_albori_al_successo_la_vita_di_Ferdinand_Piech\"><\/span>Dagli albori al successo: la vita di Ferdinand <strong>Pi\u00ebch<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Quando sei il nipote di un personaggio celebre come <a title=\"Ferdinand Porsche\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/ferdinand-porsche\/\">Ferdinand Porsche<\/a>, proveniente da una delle famiglie pi\u00f9 celebri di Germania, \u00e8 facile che le malelingue ti appioppino definizioni sgradevoli. Il predestinato, il raccomandato, il figlio di famiglia. La storia di <strong>Ferdinand Pi\u00ebch<\/strong> fu capace di andare oltre tutto ci\u00f2, dimostrando che non esistono definizioni che tengano. Del resto, nei suoi primi anni di vita, <strong>Pi\u00ebch<\/strong> non ebbe una vita semplice, ma ebbe la fortuna di una guida illuminata, come quella della madre Louise Porsche. \u00c8 da lei che occorre partire, se si vuole raccontare la vita di <strong>Piech<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Una_guida_illuminata_Louise_Porsche\"><\/span>Una guida illuminata: Louise Porsche<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Quando nacque <strong>Ferdinand Piech<\/strong>, a Vienna il 17 aprile 1937, l&#8217;Europa era gi\u00e0 preda dei nazionalismi di Benito Mussolini in Italia, di Adolf Hitler in Germania e di Francisco Franco in Spagna. In questo clima, anche la famiglia Porsche-Pi\u00ebch fin\u00ec per restare invischiata nelle vicende torbide che segnarono quegli anni. D&#8217;altra parte, anche dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, la vita di Ferdinand non fu semplice: il 29 agosto 1952, Anton Pi\u00ebch, padre di Ferdinand che all&#8217;epoca aveva appena quindici anni, mor\u00ec improvvisamente di infarto. Fu da questo momento che Louise Porsche, madre di Ferdinand, inizi\u00f2 a esercitare la sua influenza, fin troppo sottovalutata.<\/p>\n<p>Louise, figlia di Ferdinand Porsche e sorella di <a title=\"Ferry Porsche\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/ferry-porsche\/\">Ferry Porsche<\/a>, era in realt\u00e0 molto dotata. Gi\u00e0 prima della dipartita del marito, infatti, aveva mostrato le proprie doti: a quattordici anni, per esempio, aveva gi\u00e0 conseguito la patente e nel 1926 partecip\u00f2 alla sua prima competizione motoristica. Quando \u00e8 costretta a prendere la guida dell&#8217;azienda di famiglia, la Porsche Konstruktionen GmbH, riesce a garantire da sola, in appena due anni, il 25% del mercato di Volkswagen. Fu anche grazie agli insegnamenti di questa donna, che Ferdinand inizi\u00f2 a muovere i primi passi nell&#8217;automobilismo.<\/p>\n<p>Intanto, la <strong>vita di Ferdinand Pi\u00ebch<\/strong> proseguiva come quella di qualsiasi suo coetaneo. Dapprima studi\u00f2 presso il Lyceum Alpinum Zuoz, scuola tra le pi\u00f9 prestigiose della Svizzera, situata nei pressi del villaggio di St. Moritz. Successivamente, si trasfer\u00ec presso l&#8217;Eidgen\u00f6ssische Technische Hochschule di Zurigo, l&#8217;universit\u00e0 tecnica svizzera, che annovera tra i suoi studenti ben ventidue premi nobel tra cui Albert Einstein. Prima di terminare gli studi, Pi\u00ebch scrisse una tesi sullo sviluppo dei motori di Formula 1, dimostrando la sua grande passione verso il motorsport.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lingresso_in_Porsche_e_i_successi_sportivi\"><\/span>L&#8217;ingresso in Porsche e i successi sportivi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Conclusi gli studi, nel 1963 ad appena 26 anni, <strong>Pi\u00ebch<\/strong> entr\u00f2 in Porsche. Presso la casa di Stoccarda, il nipote di Ferdinand Porsche fu assegnato a due progetti importanti: la Porsche 906 e la Porsche 917. Nel primo progetto, a capo del quale fu messo in qualit\u00e0 di Responsabile del reparto corse, Pi\u00ebch si dedic\u00f2 soprattutto all&#8217;alleggerimento dell&#8217;automobile. Non a caso, alla presentazione nel 1966, la 906 pesava appena 580 kg, quasi 115 kg in meno rispetto all&#8217;antenata 904. Il resto \u00e8 storia: con la Porsche 906, la casa di Stoccarda nel 1966 vinse nella propria categoria alla <a title=\"24 Ore di Daytona\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/24-ore-daytona\/\">24 Ore di Daytona<\/a>, alla <a title=\"12 Ore di Sebring\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/sebring\/\">12 Ore di Sebring<\/a>, alla <a title=\"1000 km di Monza\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/1000-km-monza\/\">1000 km di Monza<\/a>, a <a title=\"Spa\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/spa-francorchamps\/\">Spa<\/a> e al <a title=\"N\u00fcrburgring\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/nurburgring\/\">N\u00fcrburgring<\/a>. Quell&#8217;anno, Zuffenhausen si assicur\u00f2 anche la vittoria alla prestigiosa <a title=\"Targa Florio\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/targa-florio\/\">Targa Florio<\/a>, coronando un anno positivo.<\/p>\n<p>Il secondo progetto, quello della <a title=\"Porsche 917\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/porsche-917\/\">Porsche 917<\/a>, Pi\u00ebch lo affront\u00f2 quindi da capo indiscusso del settore corse. Forte dell&#8217;esperienza accumulata con la 904, la casa di Stoccarda realizz\u00f2 un&#8217;automobile ancora pi\u00f9 estrema. Il risultato fu quello di un&#8217;automobile in grado di trionfare, per la prima volta nella storia di Porsche, alla 24 Ore di Le Mans del 1970. Il successo fu ripetuto anche l&#8217;anno seguente, quando Porsche, tra le altre cose, trionf\u00f2 anche nel World Sportscar Championship.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza di Pi\u00ebch presso Stoccarda, tuttavia, era destinata a terminare. Nel 1972, infatti, lo zio Ferry e la madre Louise assunsero una decisione destinata a condizionare significativamente la vita di Ferdinand. Da quell&#8217;anno, infatti, i membri delle famiglie Pi\u00ebch-Porsche non avrebbero dovuto pi\u00f9 ricoprire cariche dirigenziali all&#8217;interno della casa di Stoccarda. Una scelta sofferta per Ferdinand che, ad appena 35 anni, avrebbe avuto ancora tanto da dare al settore. Per questo, Pi\u00ebch decise di seguire le orme del nonno e di aprire il proprio studio di progettazione. L&#8217;esperienza dur\u00f2 pochissimo, per\u00f2: in quello stesso anno, infatti, arriva l&#8217;offerta da parte di Audi, che cambier\u00e0 la vita di Pi\u00ebch.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Piech_e_la_trasformazione_di_Audi_in_auto_di_successo\"><\/span>Pi\u00ebch e la trasformazione di Audi in auto di successo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>All&#8217;alba del 1972, Ferdinand Pi\u00ebch ricevette una chiamata. Era quella dell&#8217;Audi, anch&#8217;essa controllata dal gruppo Volkswagen, che lo nomin\u00f2 Direttore tecnico. Se l&#8217;idea della famiglia era di riportarlo all&#8217;interno dei ranghi, l&#8217;idea di Pi\u00ebch era tutt&#8217;altra. Egli, infatti, cap\u00ec prima di altri che il marchio a quattro anelli poteva essere trasformato in qualcosa di ambito, di prestigioso. A Ingolstadt si mise a lavoro su diversi progetti destinati a rivoluzionare tanto la casa automobilistica quanto il settore. Fu il caso dell&#8217;Audi 80, dell&#8217;Audi 100 e dell&#8217;Audi V8.<\/p>\n<p>Il colpo di genio del nipote di Ferdinand Porsche, per\u00f2, fu quello di investire seriamente sulla trazione integrale. Sotto la sua guida, infatti, nacque il celebre sistema di trazione quattro di Audi. Per dimostrare le capacit\u00e0 di questo sistema, nel 1977, Audi inizi\u00f2 lo sviluppo di un&#8217;automobile destinata a trionfare nel World Rally Championship. Nel 1982, infatti, l&#8217;Audi Quattro vinse il campionato costruttori. L&#8217;anno seguente, il 1983, Hannu Mikkola, sempre alla guida dell&#8217;Audi Quattro, vinse il campionato piloti. L&#8217;anno seguente, ancora con l&#8217;Audi Quattro guidata da Stig Blomqvist, la casa fece <em>en plein<\/em> vincendo campionato piloti e campionato costruttori.<\/p>\n<p>Fu la prova lampante della genuinit\u00e0 del lavoro di Pi\u00ebch che, non a caso, nel 1988 divenne amministratore delegato. Fino al 1993, anno in cui si aprir\u00e0 un nuovo capitolo della <strong>storia di Pi\u00ebch<\/strong>, la casa continu\u00f2 il suo lavoro di rafforzamento sul mercato. Ancora una volta, fu scelto il settore corse, in particolare con il Deutsche Tourenwagen Masters (DTM), dove nei successivi anni Novanta Audi raccolse nuovi successi. Tra il 1990 e il 1991, con l&#8217;Audi V8 quattro, la casa riusc\u00ec a piazzare Hans-Joachim Stuck e Frank Biella sul gradino pi\u00f9 alto del podio, dimostrando ancora una volta il buon lavoro svolto sino ad allora. Ormai, Pi\u00ebch aveva dimostrato abbastanza ed era pronto al passaggio successivo, alla guida di Volkswagen.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_passaggio_in_Volkswagen_la_consacrazione_definitiva\"><\/span>Il passaggio in Volkswagen, la consacrazione definitiva<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Nel 1993, infine, arriv\u00f2 la chiamata pi\u00f9 attesa di tutte: quella di Volkswagen. La situazione finanziaria della casa di Wolfsburg, infatti, era preoccupante: sebbene il fatturato fosse raddoppiato sotto la guida di Carl Hahn, i risultati erano ritenuti insoddisfacenti. Per questo, Hahn fu nominato Presidente del Consiglio di Sorveglianza, mentre Piech fu nominato Amministratore delegato della casa.<\/p>\n<p>Per assolvere al suo compito di risanamento dell&#8217;azienda, Pi\u00ebch chiam\u00f2 a s\u00e9 Jos\u00e9 Ignacio L\u00f3pez de Arriortua che, all&#8217;epoca, lavorava per la General Motors. Questi riusc\u00ec a ridurre i costi dei fornitori, talvolta anche al costo di una qualit\u00e0 inferiore rispetto a quella precedente. Tuttavia, come gi\u00e0 era avvenuto per Audi, sotto la guida di Pi\u00ebch, Volkswagen punt\u00f2 verso il lusso: nel 1998, per esempio, la casa di Wolfsburg rifond\u00f2 lo storico marchio Bugatti. Quello stesso anno, la casa acquist\u00f2 altri due prestigiosi marchi, quello della Rolls Royce e quello della Bentley.<\/p>\n<p>Sotto la guida di Pi\u00ebch, comunque, fu tutta la Volkswagen a beneficiare del suo genio. L&#8217;intera gamma fu rivista, ma il vero capolavoro \u00e8 rappresentato dalla quarta serie della Volkswagen Golf. Per essa, i progettisti si impegnarono a costruire un&#8217;automobile che rappresentava il meglio del segmento. La commercializzazione inizi\u00f2 nel 1997 e fu un grande successo per la Volkswagen che, sulla base della stessa vettura, port\u00f2 sul mercato anche la New Beetle, una riedizione del <a title=\"Maggiolino\" href=\"https:\/\/www.mavment.com\/blog\/volkswagen-maggiolino\/\">Maggiolino<\/a>. Grazie a queste e altre geniali intuizioni, Piech riusc\u00ec a rivitalizzare la Volkswagen. Tanto che, nel 2005, la Volkswagen acquis\u00ec il 21% di Porsche e, due anni pi\u00f9 tardi, si assicur\u00f2 un altro 31% della casa di Stoccarda. Infine, nel 2008, acquis\u00ec il restante 20%, assicurandosi cos\u00ec la maggioranza dei voti nel Consiglio di amministrazione.<\/p>\n<p>Al contempo, per\u00f2, la sua spietata conduzione della casa la port\u00f2 a incontrare anche diversi oppositori. Il pi\u00f9 importante, se non altro perch\u00e9 riusc\u00ec a scalzarlo, fu Martin Winterkorn. La dipartita professionale di Piech, tuttavia, non fu indolore per Volkswagen. All&#8217;indomani dell&#8217;addio di questi, infatti, scoppi\u00f2 il caso Dieselgate, uno scandalo sulle emissioni dei propri modelli, dichiarate dalla stessa casa automobilistica. Qualcuno sospett\u00f2 che dietro l&#8217;esplosione del caso vi fosse proprio Piech, che di sicuro silur\u00f2 Winterkorn accusandolo di sapere tutto.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Donne_e_motori_guai_e_dolori\"><\/span>Donne e motori, guai e dolori<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>La passione di Piech per le automobili, dopo tutto questo, \u00e8 ormai evidente. Ma le donne? Ferdinand Piech ebbe due matrimoni. Il primo, nel 1959, fu quello con Corinna von Planta, dalla quale ebbe cinque figli: Arianne (1959), Corinna (1960), Desiree (1962), Ferdinand &#8220;Nando&#8221; (1967), e Jasmin (1969). Nel 1972, per\u00f2, l&#8217;attenzione di Ferdinand fu attratta da un&#8217;altra donna: Marlene Maurer, gi\u00e0 moglie del cugino, Gerhard Porsche. Da lei, pur senza mai contrarre matrimonio, Pi\u00ebch ebbe tre figli: Hans (1973) e Valentin (1975) e Anton &#8220;Toni&#8221; (1978). Il primo bambino di questa relazione, in realt\u00e0, non seppe mai che Pi\u00ebch era il padre e continu\u00f2 a chiamarlo semplicemente &#8220;zio&#8221;. Solo dopo la morte di quest&#8217;ultimo, la notizia gli fu rivelata. Intanto, ebbe un&#8217;altra relazione extra-coniugale, con Herma Hutter. Anche da lei arriv\u00f2 un figlio: Ferdinand (1979).<\/p>\n<p>Nel 1982, mentre Piech probabilmente aveva un&#8217;altra figlia, Caroline, in virt\u00f9 della numerosa prole, Marlene scrisse un annuncio di lavoro per trovare una bambinaia. A rispondere a quell&#8217;annuncio fu l&#8217;allora 25enne, Ursula Plasser. Con lei convol\u00f2 a nozze di l\u00ec a poco, nel 1984, e l&#8217;anno successivo giunse il primo figlio, Markus (1985). Poi fu la volta di Florina Louise (1987) e, infine, Gregor Anton (1994).<\/p>\n<p>Dopo aver avuto complessivamente dodici (o tredici) figli, almeno quattro relazioni con donne diverse, Piech sembr\u00f2 finalmente trovare pace. Al punto che si ritir\u00f2 con lei a Salisburgo, in Austria. Fu a Rosenheim, tuttavia, che il 25 agosto 2019, croll\u00f2 di fronte alla moglie, mentre erano a cena. Trasportato d&#8217;urgenza all&#8217;ospedale, i medici non poterono che constatare a sua morte. Le ragioni di questa, tuttavia, non furono mai ufficializzate. All&#8217;indomani della sua dipartita, anche in virt\u00f9 della sua numerosa e variegata discendenza, nacquero non poche dispute sull&#8217;eredit\u00e0. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ferdinand Piech \u00e8 l&#8217;erede pi\u00f9 controverso della dinastia Porsche. 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